Impianti di trattamento acque...

Impianti a fanghi attivi o biologici

Questo tipo di trattamento ha riscontrato grandissima diffusione, non che un ampio ventaglio di applicazioni, dovuta alla sua versatilità e ai costi di gestione ridotti. Al di là delle diverse proposte commerciali questo tipo di impianti si fondano in due passaggi di base, una prima fase aerobica e una seconda anaerobica. La soluzione in ingresso viene convogliata in una prima vasca, nella quale vi è una aereazione forzata di aria. Tale miscela gassosa è insufflata per fornire ossigeno ai microrganismi precostituiti, per le loro reazioni biologiche e per reazioni ossidative, i quali vanno a costituire dei “fiocchi di fango” che agglomerano i solidi sospesi non bloccati precedentemente.

 

Con questo tipo di impianti si ha un abbattimento considerevole di BOD, azoto, fosforo e tutti i componenti organici; questo perché tali elementi vengono degradati dai microrganismi per alimentarsi e creare nuove colonie batteriche. La seconda parte degli impianti a fanghi attivi consiste in vasche nelle quali non vi è insufflazione di aria, comportando la sedimentazione dei fiocchi e le reazioni anossiche che concludono la degradazione dei vari componenti chimici. Il tempo di ritenzione varia da 1,5 h a 6 h in base al liquame in ingresso e al tipo di impianto. Il problema principale di tale tipo di impianti consiste nella elevata produzione di fanghi che dovranno esser smaltiti con opportune tecniche mirate soprattutto alla loro riduzione in volume.


Commercialmente si sono sviluppate diverse soluzioni per la crescita delle colonie batteriche, mirate alla riduzione e alla compattazione degli impianti. Si va da griglie fisse nelle quali vengono fatte crescere le colonie batteriche (aumentandone la concentrazione per mq), a supporti plastici in sospensione che offrono superfici di aggregazione ai batteri.